Visione, Missione & Valori - ANCD Conad

Vai ai contenuti
CHI SIAMO










Visione, Missione & Valori




VISIONE
Essere associazione di dettaglianti che soddisfa al meglio le aspettative dei clienti e che ha un primario ruolo economico e sociale nel Paese.





MISSIONE
La missione del Sistema ANCD Conad è rivolta a sostenere il socio con adeguate strategie, funzioni e servizi nel rapporto con i clienti e con i principali stakeholder:
  • ampliando la quota di mercato;
  • qualificando l´impresa commerciale;
  • sviluppando nuova imprenditorialità;
  • creando valore per il Sistema.



__________________________________________
    
   Il Sistema
__________________________________________
   
    Visione, Missione & Valori
__________________________________________



PRINCIPI E VALORI DEL SISTEMA
PRINCIPI

  1. Intergenerazionalità
  2. Partecipazione
  3. Radicamento nella Comunità
  4. Mutualità
VALORI

  1. Appartenenza
  2. Orientamento all'innovazione
  3. Centralità della persona
  4. Integrità


CARTA DEI PRINCIPI E DEI VALORI
Nessun uomo è un'isola
John Donne


PERCHE' QUESTA CARTA?
 
Con questa Carta descriviamo i principi e i valori che ci servono per chiarire e comunicare la nostra identità di Movimento di Dettaglianti Conad.
Siamo un Movimento in grande sviluppo, con profonde radici in tanti territori. Guardiamo al futuro, alle nuove generazioni. Abbiamo la convinzione di essere un modello d’impresa capace di rinnovarsi, mantenendo saldi principi e valori.
Le nostre imprese commerciali lavorano per produrre e diffondere ricchezza e benessere. Questo è il nostro obiettivo. Altrettanto importante è per noi il modo in cui vogliamo raggiungerlo.
I principi e i valori non sono parole vuote: descrivono il nostro lavoro di ogni giorno e ci orientano nelle decisioni più difficili e di prospettiva. Dicono chi siamo e cosa siamo capaci di costruire.
Quando si parla dei principi e dei valori si entra nel campo dell’etica, dei buoni comportamenti. Non diciamo forse che una persona irreprensibile è una persona di “solidi principi”?
Essere parte di un Movimento così grande, in sviluppo, diffuso in tante parti del nostro Paese ci impone per prima cosa il senso della responsabilità, una responsabilità che sta sulle spalle di tutti noi.
 

COSA SONO I PRINCIPI?
 
Una definizione

I principi sono le fondamenta del nostro Movimento imprenditoriale di commercianti associati in cooperativa. Sono le radici, forti e indispensabili, del nostro modo di essere e di lavorare nel mercato aderendo ai principi cooperativi, con una nostra particolare visione e missione.
Sappiamo che Conad – come Consorzio nazionale di Dettaglianti – è nato nel maggio 1962 a Bologna per raggruppare sotto un unico nome un grande numero di cooperative di piccoli commercianti alimentari, proprio quando in molte parti d’Italia cominciava ad affermarsi la distribuzione moderna.


La visione e la missione
 
Importante e ricca di aspirazioni è la visione che ci siamo dati:
Essere un’associazione di imprenditori dettaglianti indipendenti che soddisfa al meglio le aspettative dei clienti e che ha un primario ruolo economico e sociale nel Paese.
E’ una visione che ci spinge a creare ricchezza e benessere attorno a noi, attraverso il lavoro imprenditoriale.
L’organizzazione, la rete di vendita, la nostra offerta complessiva sono naturalmente nel tempo cambiate, ma non è cambiata la missione, cioè la ragione d’essere di Conad.
Sostenere il socio con adeguate strategie, funzioni e servizi nel suo rapporto con i clienti e con gli altri stakeholder:
  • ampliando la quota di mercato
  • qualificando l’impresa commerciale
  • sviluppando nuova imprenditorialità
  • creando valore per l’impresa.








Il nostro albero
continua la lettura
I PRINCIPI


Sono la nostra carta di identità e la dobbiamo valorizzare con tutte le persone, le istituzioni, le associazioni che incontriamo nel lavoro di ogni giorno o in modo più occasionale:
• i clienti
• il personale e le loro famiglie
• le comunità locali e le associazioni della società civile
• le istituzioni e la pubblica amministrazione
• il Movimento cooperativo
• le istituzioni formative (università, scuole, enti di formazione)
• i partner europei
• i fornitori
• le organizzazioni sindacali e di categoria
• gli organi di comunicazione.
A questa lista aggiungiamo le generazioni future, non solo quelle che decideranno di unirsi a noi, associandosi, ma anche ai ragazzi e alle ragazze che potranno avere un futuro professionale nelle nostre imprese: per loro possiamo rappresentare una bella opportunità di lavoro.
E poiché siamo attenti alla sostenibilità, ricordiamo l’ambiente. Siamo infatti consapevoli dell’impatto dei punti vendita per quanto riguarda il consumo di suolo e di risorse energetiche, l’inquinamento acustico, il traffico, i rifiuti: siamo impegnati in questo campo con molte iniziative.
I principi discendono dalla nostra appartenenza al Movimento cooperativo: non sono in discussione e sono i mattoni sui quali è stato costruito negli anni e continua a vivere e a svilupparsi con spirito innovativo il Mondo Conad.
Non sono parole per le grandi occasioni e per le celebrazioni, sono parte di noi. Ci unisce un marchio di grandissimo successo, presente e radicato in tanti luoghi del nostro Paese, con stretti legami con partner a livello europeo; una proposta commerciale e di servizio che attrae diversi milioni di clienti; una ricca e vivace comunicazione istituzionale e pubblicitaria.
I principi dicono chi siamo: siamo un Movimento organizzato in forma cooperativa che riunisce uomini e donne capaci di interpretare ruoli importanti e non sempre coincidenti.







Siamo infatti da sempre








Dobbiamo lavorare tenendo insieme queste tre caratteristiche ed essere capaci di trasmettere questo saggio equilibrio ai nuovi soci, quelli che daranno gambe e intelligenza al nostro futuro. I principi sono strettamente collegati fra loro e si rafforzano l’uno con l’altro. L’importante è non farli restare parole vuote.
Dobbiamo trasformarli in fatti, con coerenza, sapendo che la nostra radice cooperativa ci obbliga ad avere un sguardo più ampio rispetto al solo nostro interesse personale.

La mutualità

Le nostre cooperative sono nate per dare risposte ai bisogni e ai desideri di tanti dettaglianti e per tutelarne gli interessi. Non risposte qualsiasi, ma le migliori possibili sul mercato.
La mutualità è la caratteristica principale di una impresa cooperativa, quella che la distingue dalla società di capitali: i soci si propongono infatti di crescere insieme, aiutandosi a vicenda, per ottenere qualcosa che non potrebbero raggiungere da soli: migliori condizioni di lavoro, prezzi più vantaggiosi per i servizi, minori costi per l’acquisto di beni, prodotti, materiali, e strumenti di lavoro.
La mutualità è il principio che permette ai soci di essere sostenuti nei momenti di bisogno.
Di mutualità parla l’art. 45 della Costituzione che riconosce la cooperazione, la sua funzione sociale e il suo carattere mutualistico. Riconoscere è un termine davvero importante perché attesta che il Movimento ha una ragione d’essere, una storia e un valore ben definito; questi elementi precedono la scrittura stessa della Costituzione.
Ma la mutualità non è assistenzialismo!
E’ di certo una forma di solidarietà che la cooperativa garantisce agli imprenditori e alle imprenditrici associati, quando è necessario: quando apre un concorrente, quando serve un particolare sostegno commerciale, quando un evento imprevisto fa temere qualche difficoltà.
Sono strutture di servizio mutualistico anche il Consorzio e le Cooperative fra Dettaglianti, in base ai loro specifici compiti.
Distinguiamo la mutualità interna (rivolta alle imprese associate) dalla mutualità esterna che possiamo considerare l’attenzione partecipe e concreta che il Movimento cooperativo rivolge all’insieme della Comunità e e in generale ai soggetti sociali. In questa mutualità diventa concreto il carattere solidale della cooperazione.
Anche i Fondi mutualistici sono una concreta manifestazione della mutualità esterna: infatti la cooperativa deve destinare il 3% degli utili netti a bilancio per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.


La partecipazione

Perché nasce una cooperativa?
Per dare una risposta a bisogni, desideri ed aspirazioni comuni, attraverso soluzioni da trovare insieme, partecipando.
La cooperativa vive di partecipazione proprio perché è un’impresa con radici democratiche nella quale si decide secondo la regola “una testa, un voto”.
Nel nostro Movimento la partecipazione è particolarmente importante e necessaria proprio perché siamo commercianti che hanno anche un personale interesse al buon funzionamento e ai risultati della Cooperativa e all’insieme del Sistema Conad.
Per garantire la partecipazione dei Soci, oltre agli organismi istituzionali che sono previsti in ogni cooperativa (assemblea dei soci e consiglio di amministrazione), operano le commissioni di lavoro tematiche (commerciale, marketing, affari sociali …) pensate come luoghi in cui ci apriamo al confronto, grazie ai contributi personali. Qui possiamo portare idee ed esperienze per far giungere la nostra voce nella soluzione dei problemi gestionali e organizzativi.
E’ nelle commissioni che impariamo a vedere la complessità dell’impresa comune, a maturare interesse per la soluzione di nuovi problemi, ad accogliere punti di vista diversi, argomentando, e diventando così cooperatori.
La partecipazione alla vita della cooperativa è un principio messo in pratica fin dalle origini del Movimento cooperativo, proprio nello spaccio di Rochdale, a Manchester, dove nel 1844 nacque la prima vera cooperativa. Qui i soci fondatori lavoravano personalmente nel negozio, alternandosi con i commessi dipendenti.
Gli organi della partecipazione ci educano ad acquisire una visione non solo particolare e personale: quando portiamo il nostro contributo pensiamo e decidiamo non tanto e non solo per interesse personale, ma per salvaguardare l’interesse dell’insieme della base sociale.
Questo è particolarmente vero per chi è parte del consiglio di amministrazione – organismo di indirizzo e controllo - che deve prendere decisioni non solo per il presente, ma anche per le prospettive future e lo sviluppo.
La partecipazione è così importante per la cooperativa che l’Alleanza Internazionale delle Cooperative (ICA) l’ha posta fra i 5 Pilastri del piano pluriennale del Movimento cooperativo mondiale fino al 2020.
Ma quando possiamo dire di partecipare davvero?
Quando:
  • ci sentiamo parte di qualcosa di comune
  • abbiamo la convinzione di poter incidere sulle scelte e le decisioni finali
  • abbiamo le competenze necessarie (informazioni, idee personali, soluzioni da proporre, esperienze da condividere)
  • sentiamo attorno a noi fiducia, trasparenza, libertà di espressione
  • ci accorgiamo che nel prendere le decisioni si tiene conto delle obiezioni, dei dubbi, delle proposte uscite dal confronto
  • ci sono il tempo e lo spazio necessario per tutti e tutte e non parlano “i soliti”, cosicché possiamo toccare con mano “la forza trasformatrice della discussione”.
Infine, quanto la partecipazione sia importante e utile lo capiamo anche dal fatto che organizzazioni di altra natura l’hanno assunta (o cercano di assumerla) come sistema di gestione proprio perché ne conoscono i vantaggi e i punti di forza, in particolare come leva di coinvolgimento, sostegno alla motivazione e sviluppo delle capacità delle persone.
 
 
Il radicamento nella comunità

L’impresa commerciale, più di qualsiasi altro tipo di impresa, vive dentro una comunità: il supermercato, in particolare quello di prossimità, è il luogo di incontro di persone che intrecciano relazioni nel momento della spesa.
In altre parole il supermercato è anche “piattaforma relazionale”, oltre che struttura commerciale e di servizio.
E’ anche in questo modo che si esprime la funzione sociale della distribuzione organizzata (di cui siamo fondatori oltre che protagonisti). E’ una funzione che ci viene riconosciuta dal CENSIS per il grande contributo dato al benessere e al progresso del nostro Paese, oltre che allo sviluppo diffuso di attività imprenditoriali.
Lavorare con e nella comunità (e molto spesso anche viverci) deve farci considerare il luogo in cui opera il punto vendita non solo come una risorsa dal punto di vista commerciale. Certo vendere, attrarre clienti, avere successo, sono la ragione d’essere per chi, come noi, ha deciso di entrare in Conad. Ma questo non è sufficiente per essere imprenditori attenti alla vita del territorio e disponibili a offrire qualcosa per il benessere diffuso.
La comunità è un luogo che esprime conflitti e una infinità di bisogni, vecchi e nuovi, anche contrastanti. Ma nello stesso tempo - e questo è un dato di fiducia e speranza - sa mettere in campo molte e a volte inaspettate risorse: idee, competenze, abilità, tempo, relazioni. Si tratta di risorse che, in modi diversi, sanno creare benessere e assicurare una migliore qualità della vita.
Dobbiamo essere capaci di lavorare nella/con la comunità perché le nostre imprese desiderano valorizzare il contesto e il territorio in cui operano. E’ certo un impegno in più, fra i tanti, perché ci spinge ad uscire dal punto vendita, a stare dentro relazioni talvolta impegnative e da costruire, ad occuparci di cose nuove e diverse. Può anche essere un’occasione di crescita e soddisfazione personale.
Possiamo decidere di dare ascolto e impegno alla vita comunitaria per indole e ideale personale o per ragionamenti strettamente utilitaristici, comprensibili e legittimi. In ogni caso, la prima condizione per rendere concreto questo principio è la conoscenza di quanto succede intorno a noi, accompagnata da sensibilità e intelligenza per capire nuovi bisogni e desideri e per intervenire di fronte a specifiche esigenze.
Conoscere la comunità significa prestare attenzione a quello che succede, si trasforma e matura un po’ sotto traccia.
Ci interessa una concezione che non sia “buonista” o caritatevole dell’essere commerciante-imprenditore-cooperatore.
Il nostro riferimento sta infatti nell’articolo 2 della Costituzione, quello che, nel riconoscere e garantire i diritti inviolabili, richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
L’interesse per la Comunità vuol dire cercare di dare le possibili risposte alle tante esigenze e alle varie richieste.
Difficile e impensabile dare indicazioni e proporre strade codificate: ogni comunità ha tratti (storici, economici, sociali, demografici, culturali) del tutto particolari. La comunità è nel paese, nel quartiere della città, nel centro, nella periferia e ovunque vogliamo conoscerla e viverla.
Sono molte le vie da percorrere perché sappiamo che non si vive bene e a lungo se intorno a noi le cose vanno male!
 
 
L’intergenerazionalità
 
Questo principio esprime il nostro dovere morale per garantire la crescita imprenditoriale delle generazioni future, non solo attraverso le risorse indivisibili della cooperativa, ma anche e soprattutto grazie al patrimonio di esperienze, di storie e memorie comuni sui modi in cui affrontiamo i momenti difficili ed i cambiamenti più rilevanti.
Essere consapevoli del nostro passato ci aiuta nella costruzione del futuro.
L’intergenerazionalità diventa concreta con il nostro impegno nel trovare nuovi soci: senza di loro, infatti, la cooperativa rischia di avviarsi verso un futuro difficile e verso il declino.
Per questo, senza paternalismo e con molta capacità di dialogo, è di grande importanza il nostro impegno per inserire e sostenere chi darà nuove gambe ed energie allo sviluppo futuro.
Non serve solo e non tanto insegnare “il mestiere” concentrandoci sugli aspetti pratici, quanto riuscire a far capire il modo in cui riusciamo concretamente a fare il nostro mestiere di commercianti, imprenditori e cooperatori, con intelligenza e passione.
Strumento della intergenerazionalità è il patrimonio indivisibile. Patrimonio è, secondo l’origine latina della parola, il dono dei padri: noi oggi siamo il frutto del lavoro delle generazioni di soci che ci hanno preceduto e lo saremo a nostra volta per quelli che verranno.
La cooperativa, infatti, è un’impresa che nasce con un'idea straordinaria: durare nel tempo, a favore di chi arriverà. Perché questo avvenga, il patrimonio va in gran parte conservato in quelle che chiamiamo risorse indivisibili.
Il profitto della cooperativa è destinato allo sviluppo, all’innovazione, al sostegno delle imprese associate per specifiche necessità – da qui la mutualità – e alla conservazione di un patrimonio economico per il futuro.
Le quote associative non sono sul mercato come accade per le azioni delle imprese pubbliche o private: rappresentano infatti il valore economico dell’adesione alla cooperativa, alla sua visione, alla sua missione, ai suoi principi e ai suoi valori.


I VALORI
Sentiamo nostri questi valori:




Mentre i principi sono i mattoni della nostra casa comune e derivano direttamente dalla nostra appartenenza al Movimento cooperativo, i valori descrivono la nostra volontà di dettaglianti CONAD di adottare i comportamenti che rafforzano la nostra identità: per noi, per le generazioni future, per tutti quelli con cui siamo in relazione e ci guardano con interesse.
I valori costano, non sono parole al vento e chiedono impegno. Nei valori dobbiamo riconoscerci, farli nostri ed essere coerenti perché gli altri ci giudicano non in base a quanto diciamo, ma a quanto facciamo.

 
L’appartenenza
 
L’appartenenza è il frutto del legame che si crea tra persone che sanno di avere qualcosa di importante in comune: un’origine, interessi, obiettivi, idee, uno stile di vita e che sentono questo legame in modo profondo, anche con emozione.
Sappiamo bene che “Nessun uomo è un’ isola”!
L’appartenenza non riguarda solo la nostra adesione rispettosa alle regole associative e non si riduce ad un fatto formale.
Il senso di appartenenza è vitale per aderire a qualsiasi tipo di associazione, per farne propri lo scopo e lo “stile”, per costruire buone relazioni, per offrire impegno, per vivere con coinvolgimento e curiosità la vita associativa.
E’ però vero che l’appartenenza può scontrarsi con un altro atteggiamento legittimo:
il desiderio di autonomia e di indipendenza che è forte e prevalente quando si vuole vivere seguendo valori e convinzioni personali, attorno ai quali costruire la vita e la propria identità.
Appartenenza ed autonomia sono dunque entrambe forze in campo e devono poter trovare un giusto equilibrio.
La nostra formula imprenditoriale – per fortuna – tiene insieme la possibilità di pensare e fare con la propria testa sviluppando interessi, preferenze e spirito critico con la sicurezza e il prestigio che derivano dall’appartenenza ad una grande organizzazione nazionale della quale condividiamo principi e valori. E il rispetto delle regole, quelle necessarie per lavorare bene, senza troppa burocrazia.
Per questo la nostra è una sana appartenenza, che unisce il valore (e i vantaggi) dell’unità con una buona dose di autonomia: nelle relazioni fra soci e le cooperative e fra i diversi livelli della nostra organizzazione stanno infatti molte ragioni del nostro lungo successo.
La nostra identità personale e l’identità del Mondo Conad sono entrambe presenti e in relazioni aperte: sentiamo di appartenere ad un Sistema più grande, che va oltre la nostra stessa cooperativa.
E’ naturale e giusto che sia così. Altrimenti a cosa servirebbe la partecipazione?
Ma cosa significa la sana appartenenza?
Viviamo l’appartenenza se:
  • conosciamo il Mondo Conad, le sue caratteristiche distintive, un po’ del suo passato
  • siamo consapevoli delle questioni più importanti su cui agire e facciamo in modo che il personale del punto vendita conosca le caratteristiche principali di Conad e si senta coinvolto nel lavoro
  • siamo soddisfatti dei successi compiuti e ci preoccupiamo in caso di difficoltà; quando è necessario collaboriamo volentieri tra di noi
  • capiamo di avere in Conad un’occasione di crescita professionale e personale e ci diamo da fare affinché abbia sempre prospettive di successo e crei le condizioni migliori per il passaggio generazionale.

La centralità delle persone
 
L'Alleanza Internazionale delle Cooperative nel 1995 così ha definito l’impresa cooperativa:
una associazione di PERSONE che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri bisogni economici, sociali e culturali e le proprie aspirazioni attraverso la creazione di una società di proprietà comune e democraticamente gestita.
Siamo anche commercianti in un settore che garantisce un servizio per i consumi quotidiani. Entriamo di continuo in relazione con una moltitudine di persone, i clienti soprattutto, ma non solo. Pensiamo ai nostri dipendenti ed anche alle loro famiglie. Pensiamo a chi vive e lavora nel nostro territorio.
Dire che le persone sono importanti (“Persone oltre le cose”) ha un forte impatto sul nostro modo di fare e di essere e per questo dobbiamo impegnarci con coerenza a:
  • rispettare la dignità sociale di tutti e di tutte
  • dedicare attenzione alle opinioni degli altri
  • occuparci dei clienti attraverso un servizio attento, di qualità, personalizzato
  • prendere parte a progetti che possono migliorare la vita della comunità e mettendo in campo le “passioni”, le preferenze e le abilità personali
  • riconoscere in modo aperto e sincero le cose ben fatte dagli altri
  • fare attenzione ai collaboratori, alla loro motivazione e alla crescita professionale
  • fare insieme ad altri soci qualcosa di utile
  • dimostrare sensibilità personale per particolari bisogni.               
Il Mondo Conad siamo noi, con le nostre doti e le nostre imperfezioni.
Persone insieme alle altre.


L’orientamento all’innovazione
 
I cambiamenti possono essere più o meno rapidi o più o meno evidenti. Nel nostro lavoro possiamo dire che sono una costante: alcuni li subiamo, perché fanno parte di uno scenario più grande di noi, di altri invece siamo i protagonisti.
Per essere davvero orientati all’innovazione, dobbiamo essere capaci di leggere in tutto quello che succede i segnali deboli, quelle piccole tendenze che potranno produrre trasformazioni più grandi nello stile di vita e nei consumi, per prepararci per tempo.
Il CENSIS, in una ricerca recente (2017) parla di “astuzie” di consumatori “neo-sobri”, capaci di muoversi nelle diverse offerte commerciali e di servizio come conseguenza di una crisi che ha modellato molte e nuove soluzioni ai bisogni e che ha posto fine alla grande stagione del consumo “compulsivo”.
Ci vuole dunque attenzione e intuito per essere capaci di arrivare prima dell’esplosione dei cambiamenti, sapendo leggere le tracce meno marcate di fronte a consumatori che programmano le loro spese, abbandonando per lo più quelle d’impulso.
Arrivare per primi, con nuove e utili soluzioni per la clientela, è uno straordinario vantaggio competitivo nel nostro settore, soprattutto se pensiamo alla differenziazione negli stili di spesa e di consumo e alle competenze di clienti e consumatori, attenti e meno fedeli di un tempo.
Arrivare per primi è un vantaggio fondamentale perché la distribuzione commerciale non ha barriere verso la concorrenza e ogni nuova proposta è facilmente riproducibile.
L’innovazione non è solo quella che possiamo realizzare nei punti vendita, non è solo una questione di soluzioni tecnologiche ed organizzative.
Orientamento all’innovazione è per noi infatti anche essere aperti e disponibili alle sperimentazioni necessarie prima di estenderlo al resto della rete. Ed è anche apertura mentale a capacità di vedere il mondo al di là dei nostri confini personali: il territorio, l’esperienza passata e il modo consueto di giudicare le cose. Dentro l’innovazione, stanno insieme la curiosità, la voglia di sperimentare combinate con la giusta dose di prudenza e di rischio imprenditoriale.
 

L’integrità
 
Per finire l’integrità, forse perché è il valore che comprende tutti gli altri, come fosse un “lievito” che ne permette la crescita.
Vivere con coerenza questo valore significa infatti rispettare una morale di fondo.
Abbiamo detto che il nostro Movimento ha di fronte a sé tante persone che osservano, valutano e giudicano.
E questo è ancora più vero a causa del radicamento che abbiamo nelle nostre comunità.
Ma innanzitutto la nostra integrità è un dovere che viviamo con forte senso di responsabilità nei confronti di tutti.
Per esemplificare i comportamenti, integra è la persona che:
  • si impegna per raggiungere i suoi obiettivi, rispettando le persone e le regole comuni condivise
  • rinuncia ad un vantaggio personale se questo significa trascurare un interesse più generale
  • mantiene gli impegni.
L’integrità è anche la condizione di base per essere credibili e affidabili.
E tanto più saremo affidabili, tanto più crescerà la nostra personale autorevolezza ed influenza e, con essa, quella di tutto il nostro Mondo.
Integrità non è inflessibilità a tutti i costi. E’ un valore che è sempre in campo nella routine di ogni giorno e nelle scelte più difficili, con responsabilità e coerenza nei comportamenti.


Cookie Policy | Copyright © 2018 ANCD Conad
Torna ai contenuti